Carte sparse

 

Vedo volare gabbiani
che l’aria sbattono piano
con l’ali e io con le mani
vorrei volare lontano.
 
Mentre in celle d’alabastro,
qui io ascolto cosa dice
quella stretta del cui nastro,
porto aperta cicatrice.
 
Ho scoperto tra le carte
parole che non ricordo
io scrissi, affatto né in parte.
 
Le leggo a fiato celato,
e appena m’accosto al bordo
inizio ancora da capo.

 

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