Il dinosauro Antonio


La polizia arrivò con due volanti, i carabinieri con le sirene impazzite. Il camion rosso dei pompieri si arrampicò sferragliando su per la salita, nell’imboccare la curva fece una manovra pazza quasi su due ruote. L’autogrù era già sul luogo e i Vigili urbani cercavano di dirigere un traffico indirigibile.

Di fronte alla Scuola Aldo Padoa c’era il trambusto. Anche la Guardia Forestale aveva mandato tre camionette, non si poteva mai sapere….Tutti gli abitanti del  rione  San Luigi erano scesi in strada e si assiepavano ansiosi oltre le transenne sistemate dai vigili, a chiedersi cos’è, cosa succede, ma poveri bimbi, che è  capitato, ma è un attentato?

Il famosissimo Studioso del Mondo Mondiale, il ben noto professore cinese “Non-ce-niente-che non so” arrivò con un luccicante elicottero argentato.  Accompagnato dallo schiamazzo atterrito delle cornacchie nello svolazzo arruffato di volatili in fuga precipitosa il veicolo planò come un nudo  uccello meccanico sforbiciando  impietoso gli alberi del giardino.

Anche i gatti se la diedero a zampe con la coda che pareva lo scovolino del gabinetto  tanto era irta.

Tutti lo aspettavano. Forse lui poteva risolvere.

“Lasciate fare a me” disse con tono autorevole. Era un omino austero e impettito tutto elegante nel suo vestito grigio lucido che pareva venisse fresco fresco da un matrimonio. Aveva certi capelli color acciaio che sembravano gelati da un colpo di vento tanto stavano ritti e due occhietti a mandorla, pieni di piccole rughe a raggiera. Lo sguardo di quelle capocchie di spillo  brillavano dietro ad occhialini assurdi, color senapenelpaninodiwurstel. Transitò sotto il cordone di sicurezza e si avviò a passo marziale dietro all’angolo dove si svolgeva il cuore del dramma. La folla rimase ammutolita da tanto coraggio , si certo, lui avrebbe risolto pensavano tutti.

Passò mezz’ora e…nulla.

Intanto era arrivata la Stampa e il giornalista intervistò il povero guardiano dell’Orto Botanico sottostante la scuola. Il pover’uomo pareva un calzino appeso, pallido, sgualcito, tutto in disordine. Spostando continuamente i suoi acquosi occhi impauriti, si lisciava continuamente i quattro capelli grigi che parevano essersi afflosciati per qualche incredibile spavento.

Si, diceva, incredibile! Ho sentito di botto quel rumore, quel rimbombo e poi un frastuono un fracasso di rami spezzati, di sbarre divelte. Uno sconquasso da fine del mondo! Mi sono affacciato e ho creduto che mi venisse un colpo…..IL DINOSAURO!!! Non c’era più. Il modello a grandezza naturale del dinosauro che svettava all’entrata dell’orto era sparito, il cancello completamente distrutto e poi, poi…quelle orme di zampe enormi che si dirigevano al giardino della scuola! Che paura! E i bambini?

Il famosissimo Professore Studioso del Mondo Mondiale non si vedeva.

Quindi, per ingannare il tempo e stemprare la tensione, le lavoranti iniziarono a spartire al numeroso pubblico sgomento i pranzi della mensa che rischiavano di venir buttati visto che non sembrava facile né rapida la soluzione del dramma.

Al profumo del pollo arrosto il Nonno Paletta, che stava da un po’ disteso sulla panchina del parco- giochi a farfugliare frasi sconnesse  e a farsi rianimare dalla graziosa dottoressa accorsa con l’ambulanza, rinvenne immediatamente dal malore che l’aveva ridotto  uno zerbino. Decretò prontamente che aveva fame e che per riprendersi dallo svenimento aveva senz’altro diritto ad una porzione doppia di purè. La folla si aprì ossequiosa e ammirata per far  accedere Colui-che aveva visto il mostro e ne era uscito vivo alla giusta ricompensa: porzione rinforzata di purè e coscie di pollo succulente, che il petto, si sa, è asciuttino e poco indicato per i casi di tremarella post-spavento.

Gli intervistatori si aggiravano come un uccelli rapaci alla ricerca della notizia sensazionale ma raccoglievano solo ricette della Jota-quella-vera, e  commenti più o meno critici delle arzille signore del rione sull’arredo del nuovo giardino antistante la scuola che avrebbero preferito chi le panchine rosse, chi verdi. Sull’aria pulita che si respirava lì a San Luigi c’era però sostanziale accordo: loro non si sarebbero mai trasferite per scendere in città con quella puzza.

Arrivò pure il creatore del dinosauro che era stato chiamato Antonio in onore del VERO dinosauro ritrovato fossile non lontano da lì, quello da cui era stato copiato pari pari.

“Ah” si pavoneggiava quello”Un CAPOLAVORO! Sono venuti persino dalle riviste scientifiche americane a fotografarmelo e a chiedermi com’ero riuscito a renderlo così perfetto. Si, posso dire che Antonio è il mio lavoro più credibile. Pensate che gli abbiamo pure messo gli organi interni, Finti ovviamente…” sorrise sornione “Ha tutto: stomaco, fegato, reni, anche il cuore”

Si sentì una specie di rumore sordo.

Spuntò da dietro alla parete della scuola la punta dell’enorme coda del mostro e aggrappato in cima, il Professor “NONCéNIENTECHENONSO” sorrideva con fare rassicurante svolazzando sbatacchiato dallo scodinzolio .

Sparirono coda e professore. E di nuovo silenzio.

“Enorme vero?” continuava il creatore di Antonio “Visto che coda? E dire che Antonio, quello vero, non era che un cucciolo, un piccoletto. Figuratevi cos’era il papà..”

Il Comandante delle Forze Armate, generale Sicuro Bomba arrivato nel frattempo con un gruppo di muscolosi e attrezzatissimi agenti speciali dell’unità di crisi, organizzò un consulto seduta stante con tutte le Forze dell’Ordine intervenute.

Basta indugiare! Li conosceva lui, questi professori da strapazzo, presuntuosetti che amavano apparire e non risolvevano mai niente mentre lì dentro, nella scuola, si soffriva. Io dico, diceva, è ora di agire!

Una parte della folla applaudì. L’altra parte gustava la coscia di pollo della mensa e aveva le mani occupate.

Si organizzarono con le telecamere che riprendevano in diretta tutte le manovre e- tutti pronti-seguire-la-procedura-non-sparare-se-non-al-mio-via!

Sbucò un po’ spettinato lo Studioso Esperto Del Mondo Mondiale. Aveva gli occhiali di traverso ma pareva divertito “Qualcuno ha noccioline?” chiese.

Ci fu un momento di alta tensione ambientale, la più tesa tensione del quartiere da quando c’era il quartiere. Seguì una mitragliata di ordini ai sottoposti da parte del generale Sicuro Bomba e gli uomini delle forze speciali si sguinzagliarono alla ricerca delle noccioline. Interrogarono e perquisirono senza pietà gli astanti. Tutti collaborarono meno che qualche singolo caso di resistenza egoistica stroncato con un’occhiataccia assassina dal commando. Risultò un magro bottino di cinque arachidi e un paio di pistacchi ma nulla di più.

Il Professore Studioso Esperto Del Mondo Mondiale storse il muso come dire meglio di niente e preso possesso del richiesto, si allontanò fermando con un gesto  che non ammetteva repliche ogni tentativo di domande in merito.

Un brusio sbalordito e pieno d’interrogativi percorse i presenti ormai  completamente affascinati dall’autorevolezza del Professor Noncenientechenonso. Eh quello si, che sa come fare…noccioline a un dinosauro, che fegato!

Sicuro Bomba però non ci stava a farsi rubare la scena da un tappo cinese. Che diamine, quella era stata la SUA scuola e spettava a lui risolvere il dramma!

Dal portatile si procurò tutte le fotografie del satellite per studiare la struttura  del tetto  e pianificato l’attacco dalle alte vie,  contattò un paio di elicotteri da guerra Mangusta che, vista l’urgente urgenza dello stato di crisi si allontanarono provvisoriamente dalla guerra in Afghanistan per raggiungere subito il quartiere. Il generale dispose quindi i suoi eroici uomini alla presa della Scuola Aldo Padoa di via degli Archi.

Intanto il Signor Bidello in Prima Luciano, spazzava  brontolando seccato lo spazio antistante la scuola, dove la gente accampata aveva lasciato i resti delle spolpate cosce di pollo. Ci fu anche un diverbio acceso tra il  custode e alcuni avventori poiché il nostro avrebbe voluto obbligarli al lavoro socialmente utile di raccogliere le immondizie tutto intorno e gli interpellati, democratici nell’intimo, si rifiutarono tassativamente di farlo se non in compagnia di tutti gli astanti nessuno escluso.

Una vecchia signora intervenne dicendo hii quante storie, una scovazza a testa ed è bell’e fatta e tutti i presenti convennero che iih quante storie e raccolsero una, e i più bravi addirittura due o tre scovazze a testa riponendole negli appositi sacconi forniti dalle volonterose lavoranti della mensa. Nella gara di pulizia fu anche fortunosamente ritrovato un bambino dell’ asilo nido che giocando a nascondino ben in anticipo sulle sue capacità di capire il gioco, era nascosto dietro ad un cespuglio da sei ore e quattro minuti.

Chetato il tumulto ecologico e il gaudio per il ritrovamento, tutti si concentrarono nell’azione programmata minuziosamente dal generale Sicuro Bomba e calò un silenzio di tomba.

Nel silenzio però,si sentì qualcosa che abitò a piccoli tempi l’aria.

Qualcosa di luminoso, cristallino come una goccia d’acqua, una catenella di gocce chiare, limpide e saltellanti come una pioggia o forse, un plotone di gocce che diventava ruscello chiaro e allegro.

Un alternarsi di piccoli suoni e pause, cristallo e nuvole, un suono, si, ma anche voci, qualcosa di gioioso e infantile.

In quell’atmosfera irreale, quasi ammaliati da quel mistero, tutti osarono oltrepassare silenziosi l’angolo della paura. Aldilà non c’era che la favola da incontrare.

C’era Antonio  affacciato alla finestra alta della palestra e stava fermo, solo si alzava una folata ritmica dall’ondeggiare felice della sua enorme coda. Lo si vedeva di schiena con il grande testone preistorico che dondolava lento e si intuivano le mascelle in movimento con quei spaventosi denti carnivori che sminuzzavano le sue cinque arachidi come un bimbo rosicchia goloso il pop- corn.

Il Professore, abbarbicato su di un palo della luce adiacente un’altra finestra, si avvide della calca che si stava avvicinando e li guardò con un sorriso serafico ed estasiato facendo loro segno di arrampicarsi ma in silenzio.

Cos’era? cos’era quel tintinnio, quell’onda dorata che si distendeva sulle cose, che avvolgeva tutto come carta velina?

Il generale Sicuro Bomba naturalmente, arrivò per primo alla finestra che avrebbe svelato il mistero e appena si affacciò sorrise dello stesso sorriso del Professore Studioso Esperto Del Mondo Mondiale. Un sorriso che arrivava da lontano, da un Sicuro Bomba bambino mai davvero perduto e da quella palestra saliva come un profumo ad addolcire il cuore e il viso di tutti, una magia semplice e unica.

Bambini.

In quella palestra ignari del chiasso e del mondo, stavano cantando felici Alessandro, Mattia, Alice, Francesca, Marko, Juliana, Alessio, Chiara, Lorenzo, Simone, Matilde, Agnese, Silvia,  Lilith Marie ,Zeno, Valentino, Noemi, Martina, Elisa, Giulio, Nicole, Denis, Giulia, Tomas, Alberto, Pietro, Tamir, Rossana, Reana.

Una piccola fata severa dirigeva la loro libera musica del cuore.

E il cuore finto del dinosauro Antonio aveva imparato a battere..

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