La camicia

 

Ho comprato una camicia.
Sto togliendola dalla scatola per guardarla e godermela.
Ho fatto una bella scelta.
Già, ho scelto.
-         Ma i’ ché t’à scelto.. Mi dice il mio amico Fra’ Ragione.
-         ‘Un tu n’ha mica scelto nulla.
Scusatelo.
Fra’ Ragione è fiorentino e parla così; gli chiedo di parlare perbene, allora si mette compunto e prosegue:
-         Solo tu dovevi comprare questa camicia; di questo colore; di questo tessuto; fatta in una certa fabbrica, da certi macchinari e persone; che poi è finita in quel negozio dove tu l’hai acquistata, a quell’ora.
-         Ma che cosa dici. Io, ho scelto questa camicia, di questo colore; non è mica stato un altro.
Fra’ Ragione continua:
-         Sono state una serie di concomitanze che hanno determinato, solo ed esclusivamente, questa tua azione. Per esempio, la necessità dell’acquisto; il motivo per cui compri una camicia può essere il più svariato. Se ti serve per una festa la sceglierai di un tessuto fine e di un colore adeguato; se ti serve per lavoro, dipende dal lavoro che fai, se sei un impiegato e lavori in ambiente con l’aria condizionata e non hai problemi di freddo o di caldo, o magari lavori al pubblico, farai la scelta conseguente. Mentre se lavori fuori al freddo o al caldo, farai un’altra scelta; se fai un lavoro che ti sporca, sceglierai un tessuto resistente ai lavaggi e così via. Anche se non ti sembra di soffermarti tanto su tutte queste considerazioni, è l’esperienza quasi meccanica e quasi inconscia che opera così, sempre secondo il tuo modo di essere.
La necessità dell’acquisto quindi influenza, per la sua parte, la scelta.
Il negozio dove avverrà l’acquisto sarà scelto in funzione di una serie di situazioni come, il tempo che hai a disposizione; se devi uscire dal lavoro ad un’ora che non ti lascia molto tempo disponibile, perché dopo hai un altro impegno pressante, dovrai andare in un negozio che ti è a portata di tempo; se non hai fretta potrai sceglierne un altro; se hai molti soldi (la raffinatezza passa in seconda linea) ne scegli uno diverso e così via. Il tempo, la tua posizione economica e culturale, influenzano, per la loro parte, la selezione del negozio.
            Il colore sarà scelto in base alle tue esigenze, alla tua sensibilità e al tuo patrimonio
culturale; non solo, saranno influenti anche i colori presenti nel negozio (altro fatto che, a sua volta, dipende da una miriade di situazioni e persone, sempre per semplificare); non ultima sarà l’influenza della bellezza e della capacità di chi vende.
Il tuo patrimonio culturale dipende da tante altre cose come la genetica, il posto dove nasci, se a Firenze oppure nel deserto ecc; sia dal patrimonio culturale delle persone che ti sono state vicine durante la crescita, come genitori, amici, parenti, conoscenti ecc., che hanno, in un modo o nell’altro, contribuito a determinare la tua struttura caratteriale in formazione; sia dall’ambiente in cui il tutto si è svolto, libri, episodi, scuola, racconti, radio, televisione, religione (sempre per semplificare). Tutte le persone che hanno contribuito alla tua formazione, erano a loro volta il risultato di quelli che prima ancora, hanno contribuito alla loro e per tutti è valso il contributo ovvio dell’ambiente, risultante anche questo, da infinite altre cose.
Tutto ciò vale per ogni persona vissuta, la cui formazione non poteva essere diversa da quella che è stata. Si può dire infatti che quello che sta succedendo ora, è la risultante di tutto quello che è successo avanti senza poter cambiare niente; la contemporaneità delle azioni nel mondo (nell’universo .. scusatemi), è come una goccia in un oceano o un atomo d’aria nell’atmosfera; tutte si muovono contemporaneamente, ognuna ha il suo posto, ha la sua forma, ha il suo movimento in funzione delle sue vicine, le quali dipendono dalle altre vicine e, tutte, dalle componenti la massa complessiva; se una non fosse in quel posto, in quel modo, in quel momento, anche tutte le altre non sarebbero nel loro posto, a loro modo, nello stesso momento; si avrebbe un’attualità diversa.
Ogni cosa successa doveva succedere come risultato di ciò che è accaduto precedentemente.
Fra’ Ragione prosegue con un affondo:
-         Ti ricordi bene il piedino scalzo di una bella gambina bianca che si muoveva sempre più debolmente e che spuntava dalle ruote di ferro di quel grosso tramvai verde in Via Spuntini nel 1948; era un bimbo che andava a scuola alla Rossini, ma quella mattina non c’è arrivato, perché il marciapiede era buttato all’aria per lavori di tubazioni, perché il monte della terra scavata correva parallelo alle verghe del tramvai, perché la notte era piovuto e la terra era molto scivolosa, perché il desiderio di quel bimbo quella mattina, era quello di camminare lungo una cresta di terra che gli sembrava una montagna, perché il tramvai doveva passare proprio mentre il bimbo scivolava dalla mota, sulle verghe d’acciaio.
Scusami, se ti ho ricordato questo episodio doloroso; nella vita ci sono anche quelli belli e quelli normali come la tua camicia, che dovevi comprare in quel negozio, di quel tessuto, di quel colore e a quell’ora; non potevi scegliere altro.
Fra’ Ragione riprende fiato ed io approfitto per dirli:
-         Ma se è così tutto definito nell’Universo, allora mi siedo e aspetto che si svolgano gli eventi.
E Fra’ Ragione ricomincia, dopo aver ripreso fiato:
-         Non è così semplice. Tu sei un organismo conformato sia geneticamente, sia caratterialmente, in modo tale che reagisci a tutti gli stimoli interni ed esterni; per semplificare, prova a mettere una mano sul fuoco, la risposta viene da sé; in pratica, sei fatto per vivere.
Caro Fra’ Ragione, sai cosa ti dico? ..questa camicia la metto a posto e sono contento di aver fatto .. qualcosa che l’Universo mi ha fatto fare.

 

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