Il vestito nuovo (anni '30, epoca fascista)

Finalmente domenica. Oggi si va a ballare, indosserà il vestito nuovo appena ritirato dal sarto.

Di questi tempi si trova solo stoffa “autarchica”, non è certo di qualità, ma fa comunque una certa figura.

Del resto non avrebbe avuto i soldi per comprare qualcosa di meglio anche se ci fosse stata.

Si veste, si aggiusta bene e va a prendere la Wanda.

E' proprio una giornata calda anche se un po' nuvolosa, si avviano a piedi verso la sala da ballo dove troveranno gli amici.

E' abbastanza lontano ma fa piacere camminare un po'.

Oh, no! Non si metterà mica a piovere?

Invece sì, il cielo si è fatto nero. Proprio qui dove non si vede nessun riparo!

Inutile fermarsi meglio correre per arrivare almeno dove c'è un tetto od un terrazzo.

Eccone uno, si mettono sotto ed aspettano che smetta.

Però, come si sono bagnati!!

Proprio oggi che aveva il vestito nuovo! Ed anche la Wanda si era messa più elegante e ora…guarda un po'.

Ma è finito, tanto fa caldo, si asciugheranno camminando, mica rinunceranno per un po' di pioggia.

Ecco quasi ci sono, ora devono solo fare il biglietto d'ingresso, intanto gli altri saranno già arrivati.

Ormai il vestito è quasi asciutto, anche la Wanda è a posto.

Entrano gli amici si voltano al loro arrivo e....li guardano con aria strana.

Gino e Vasco cominciano a ridere a crepapelle.

Non capisce il perché e li guarda curiosamente.

I due, continuando a ridere, riescono a dire:

- Oh Fernando, che ti sei guardato?

Si guarda e anche la Wanda lo guarda.

Il vestito, il bel vestito nuovo, grazie alla pioggia, si è bagnato e ristretto!! I pantaloni arrivano appena agli stinchi, le maniche molto più su dei polsi e la giacca.....

Insomma è vestito come un pagliaccio!

E tutto grazie alla stoffa autarchica!!!

(Fernando era mio padre e la Wanda mia madre)

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