Melanzane a funghetto (rossa)

Ricetta con racconto
 
Preferivo la cucina di Napoli.
Niente da ridire su quella attuale: è perfetta, elegante, funzionale, lascia intuire la mano dell’architetto senza esagerare, ma è così maledettamente ordinata!
Nella cucina di San Giacomo de’ Capri ti sentivi a casa.
Gli elettrodomestici non erano incassati e creavano asimmetrie e angoli morti.
Al momento del pranzo il tavolo doveva essere spostato al centro della stanza e ti incantava con la nota di diapason scatenata dal meccanismo di apertura.
Se eravamo in quattro bisognava andare a recuperare una sedia nella stanza accanto, ma dalla finestra irrompeva una luce mediterranea che si rifletteva sulle piastrelle eccessivamente azzurre e ti trascinava in un’atmosfera … libanese.
Conserva di pomodoro e alici sotto sale erano una presenza certa nel ripostiglio sul balcone. L’acqua cristallina del rubinetto era il segreto per un caffé mitico.
Fin da allora, Graziella, con l’appoggio incondizionato di Enzo, ha fatto della sua cucina un’opera d’arte puntigliosa e filologicamente perfetta.
Non dimentichiamoci che pizza e pasta sono un’invenzione relativamente recente e che i napoletani erano, nella tradizione più antica, dei “mangiafoglie”, come sosteneva il Sereni. Perciò ho scelto una ricetta di verdura.
 
Melanzane a funghetto ossia Mulignane a fungetiello
 
Lava sotto l’acqua corrente un paio di melanzane.
Togli il cappuccetto verde con il gambo e, senza sbucciarle, tagliale a tocchetti appena più grandi di un bacio Perugina.
Friggi in padella con olio caldo (metà che per una frittura).
Sala in padella.
Scola, butta via l’olio della frittura e lasciane solo due  cucchiai, aggiungi aglio a fettine che farai rosolare, poi pomodoro fresco a pezzettini, basilico e sale.
Cuoci due o tre minuti perchè non faccia liquido, metterai il sughetto sulle melanzane quando è freddo altrimenti le fa ammosciare, puoi aggiungere basilico fresco.
Una finezza: togli prima l’aglio abbrustolito, lo scoli sullo scottex perché rimanga croccante e lo metti sopra alla fine.
Non scherzare con la qualità degli ingredienti e soprattutto non azzardarti a usare una salsa di pomodoro già pronta.
Se non ce l’hai metti un annuncio su Internet oppure rinuncia.
 
Lettura consigliata: G. B. Basile, Lo cunto de li cunti, Bibliopolis