Andrea Bartalesi

E IL CORVO PASSEGGIAVA

E IL CORVO PASSEGGIAVA

Seduto a un tavolo del bar Giardino di questo San Terenzo così ligure e marinaro, pensava alla Sicilia e ordinava a un cameriere affabile una granita. A che gusto signore?

Gli venne spontaneo pensare a quei piaceri siciliani, a quello di un mattino a Milazzo in attesa di un aliscafo per Vulcano, una crema più che una granita, si poteva dire un gelato fatto con l’acqua e non con il latte, ma di una delizia unica, al sapore di caffè. Un doppio caffè, aveva pensato allora, da come si sentiva in tutto il palato il sapore e il gusto, anche il profumo.

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Aspetto il treno

La vacca, con il suo andare che sembrava non conoscere destinazione, sbucò dal sottopassaggio del terrapieno della ferrovia. Dietro, un barroccio rimbalzava nelle buche dello sterrato. Sulla stanga del barroccio, verso il centro della via, Beppe di Pentorin, seduto, lasciava penzolare le due gambe accavallate.

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